I 26 assiomi sulla UX di Erik Dahl

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Erik Dahl

Un anno fa quando lessi le 26 leggi della UX di Erik Dahl (@eadahl) ne rimasi fulminata. Dopo un po’ di tempo e parecchie riflessioni mi sono decisa a tradurle affinché possano essere d’ispirazione anche tra gli UX  italiani.

Erik racconta di essere partito da 150 concetti per sintetizzarli piano piano in 26 spunti fondamentali per chi fa questo mestiere.

Per chi le legge va detto che non sono regole assolute, ma piuttosto idee aperte, riflessioni sintetiche e profonde destinate ad esperti e neofiti del settore. Erik non fornisce verità assolute, ma esortazioni a ricordare sempre gli obiettivi di progetto, a tenere conto del contesto, ma soprattutto a non dimenticare mai per chi progettiamo:  quelle persone, che poi siamo anche noi.

1. Tutto si concentra sulle persone e non sul prodotto
La progettazione UX inizia e finisce con le persone. Non si esaurisce a questo, ma progettare per la gente dovrebbe essere il nostro obiettivo. Dobbiamo smettere di fare feticci degli oggetti che creiamo. Il loro valore è nella nella funzione che assumono.

2. Il focus è sull’esperienza, non sulla funzione
Ci dobbiamo concentrare su un approccio olistico alla progettazione. Non si tratta solo di persone che completano compiti, ma nel modo in cui lo fanno.

3. Le storie servono a farci comprendere e modellare il mondo
Le storie ci aiutano a capire chi siamo nel mondo. Rappresentano i nostri valori e i nostri modelli mentali. Abbiamo bisogno di storie di persone in modo da poter creare le nostre storie e i nostri prodotti.

4. Prestiamo attenzione ai modelli
I modelli ci aiutano a dare priorità alle risposte rispetto alle esperienze attuali e ideali. Studiamo i modelli per capire il mondo e utilizziamoli per definire prodotti e servizi.

5. Problem finding prima di problem solving
Dobbiamo riuscire a concentrarci sul problema “corretto” prima di focalizzarci su una particolare soluzione. Creatività e innovazione risiedono già nell’individuazione del problema, prima ancora della possibile soluzione.

6. Esponiamo e sfidiamo i presupposti
Non importa quanta ricerca facciamo, ci saranno sempre nuove ipotesi durante il processo di progettazione. Il nostro ruolo di designer è quello di tenere conto di questi presupposti, creare nuove ipotesi da testare per assicurare le nostre soluzioni.

7. Esploriamo l’insieme e i dettagli in una sola volta
La progettazione user experience (UX) è un gioco di equilibri tra visione globale e dettagli specifici. Dobbiamo dar vita ad una strategia sistematica alla progettazione senza dimenticare anche le micro-interazioni. Quando cambiamo una parte dobbiamo rivederne un’altra. La progettazione UX lavora parallelamente sui macro e i micro aspetti.

8. Teniamo conto degli aspetti concreti: le persone, la tecnologia, il business, l’estetica…
Il nostro lavoro come designer UX è naturalmente sincretico. È un processo di attraversamento di confini professionali e discipline ponte. Dobbiamo conoscere ed essere alfabetizzati su tutto per dare forma e sostanza alle nostre soluzioni.

9. Aprite gli occhi. Non fidatevi di quello che dice la gente
I comportamenti si comprendono meglio attraverso l’osservazione. Progettiamo per le persone per capire come si comportano.

10. Creaiamo modelli non solo narrazioni. Utilizzare framework
Le narrazioni sono importanti, ma non spiegano tutta la storia. Abbiamo bisogno di costruire modelli per mostrare le relazioni tra gli oggetti e raccontare più storie contemporaneamente.

11. Rivedere i vincoli in funzione del loro superamento
Ogni progetto contiene vari vincoli che dovrebbero essere valutati e orientati. Accogliere i vincoli può liberare dagli stessi e aiutarci a trovare soluzioni innovative.

12. La legge sulla complessità “Tame” ovvero non semplificare
La legge di conservazione della complessità afferma che le applicazioni hanno una complessità intrinseca da affrontare nello sviluppo di qualsiasi prodotto o interazione con le persone. La complessità dà potere, ma non aiuta le persone di fronte ad interfacce complesse.

13. Prendete decisioni di design non arbitrarie
Progettate sempre con uno scopo. Dovremmo avere una spiegazione razionale per ogni decisione progettuale. “Perché è figo “, ” Perché è alla moda “, ” Perché volevo “, ” Perché è una best practice” non è abbastanza.

14. Programmare e gestire le aspettative
Molto di come le persone interagiscono con prodotti e servizi dipende dalle loro aspettative. Bisogna sempre capire, impostare attivamente, e gestire le aspettative delle persone.

15. Tutto viene progettato e tutto è una sfida del design
La progettazione UX si estende ben oltre il progetto che abbiamo davanti. È importante organizzare tutto con attenzione: anche le e-mail vanno trattate come parte importante del processo.

16. Uscite dagli schemi. Il nostro ruolo è più grande di quanto si pensi
Essere UX design significa andare oltre il lavoro di progettazione pratico. Significa lavorare sulla strategia di prodotto, sul costruire ponti e sulla facilitazione della comunicazione. Lo UX designer crea spazi di conoscenza condivisa.

17. Dire “sì e” ; non sempre significa “oppure
Ci sono sempre soluzioni creative ai problemi e la maggior parte di questi possono essere una vittoria per tutti. Individuiamo le opportunità e valutiamo come renderle al meglio.

18. Parliamo di viaggi, di cicli di vita e di passaggi. Non solo di momenti chiave
Dobbiamo studiare l’intero percorso delle persone, non solo alcuni suoi momenti chiave. Dobbiamo capire come le persone si muovono attraverso tutte le interazioni.

19. Comunichiamo il vostro lavoro a noi stessi e agli altri
Rendere visibile il nostro lavoro permette di costruirne la storia e di creare connessioni dove non sembrava possibile. Consente inoltre di collaborare più facilmente, sia passivamente e che attivamente, con le altre persone.

20. Creiamo e chiudiamo le retroazioni
La progettazione ha l’obiettivo di creare artefatti o ambienti che comunicano con le persone. Le interfacce vanno considerate come conversazioni: teniamo sotto controllo le risposte alle interazioni affinché le persone si sentano sicure.

21. Facciamo le cose e poi distruggiamole
La progettazione UX ha come obiettivo quello di realizzare cose. Ma molte delle cose che facciamo come UX designer sono passaggi “sacrificali” che vanno usati come mezzi e non come fini.

22. Contesto, contesto, contesto
Tutto è contesto. È necessario capire il contesto in cui si sta progettando e il contesto che creiamo per sostenere il nostro progetto. Il contesto deve guidare l’uso.

23. Concentriamoci su una sola cosa e facciamolo davvero bene
Non distraiamoci e non facciamoci sedurre da funzionalità a scorrimento. Focalizziamo le attività e e prodotti/servizi su un obiettivo specifico che vada oltre la necessaria consegna. Una volta stabilito il nostro obiettivo proviamo ad estenderlo in modo sistematico.

24. Comprendiamo e giochiamo con le emozioni
Le emozioni umane sono al centro della percezione e delle interazioni. Come UX designer è necessario comprendere le emozioni e progettare per esse.

25. Generiamo fiducia
La fiducia è alla base di tutti i rapporti umani questo si estende anche al rapporto tra persone, prodotti o marchi. Bisogna sempre stabilire e favorire la fiducia.

26. Collaboriamo con gli altri
La progettazione UX non è uno sport individuale. È necessario imparare a giocare bene con gli altri perché insieme si possano sfruttare le capacità di tutti e ottenere più presto il risultato.

Per la versione di Erik Dahl partite da qui

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