Le cultural probes, strumenti UX per esplorare

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cultural probes

Le cultural probes sono una variante strutturata dei diari. Sono tra gli strumenti più innovativi che siano stati messi a punto negli ultimi anni. Il loro contenuto è prodotto direttamente dagli utenti finali sulla base delle loro esperienze personali che le probes registrano in tempo reale.

Le probes non producono dati che possono essere considerati rappresentativi di un andamento, di un fatto, di una situazione che si verifica sempre allo stesso modo. Per alcuni versi le probes possono essere considerate degli esercizi a cui vengono sottoposti i partecipanti che aiutano a produrre nuova conoscenza.

Cosa

È una tecnica utilizzata nella fase del ricerca, nell’analisi che precede la progettazione dove si consegna un kit ai partecipanti, in genere una busta o una scatola contenente vari oggetti, tutti indirizzati alla rilevazione di informazioni.
Un kit di base può essere  composto da un quaderno, una macchina fotografica usa e getta, una o più penne e delle cartoline affrancate.

I kit sono personalizzati in base al progetto.

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Non ci sono limiti al materiale da inserire in un kit, che può comprendere qualsiasi cosa aiuti a raccogliere informazioni in maniera informale e creativa: questionari con domande aperte, mappe, autoadesivi materiali per la manipolazione o per i collage. Nella scelta degli strumenti è fondamentale tenere conto della tipologie di persone a cui è destinato il kit e lo scenario in cui questo si colloca.

Raccogliere informazioni in maniera informale e creativa.

Il kit può essere riconsegnato tutto insieme dopo un periodo che può andare da 2 settimane a 2 mesi oppure vengono programmati dei rilasci cadenzati, per esempio si può chiedere di consegnare prima il questionario, poi di inviare le cartoline, sulle quali le persone disegneranno, poi gli verranno richiesti i percorsi che compiono fisicamente segnalati sulla mappa, e così via.

Con chi

Fino ad oggi le esperienze più significative sono state condotte in ambito sociale, su target meno digitalizzati come quello di comunità senior europee, di giovani immigrati o piccole comunità etniche (Africa, India). I kit cambiavano a secondo dell’ambiente da analizzare privilegiando alcuni o altri materiali. In questi casi quella delle cultural probes è stata una scelta, ma anche una necessità: bisognava indagare sull’universo di riferimento di un gruppo di persone, spesso poco digitalizzate, che andavano stimolate alla partecipazione in maniera poco invasiva, sorprendendole e incuriosendole con materiale meno canonico rispetto alla ricerca analitica tradizionale.

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In genere le cultural probes scatenano un’ottima reazione iniziale perché giocano su una risposta emozionale immediata legata alla sorpresa e alla creatività, ma hanno bisogno di essere gestite in seguito in maniera molto attenta.

Tempi

Come nel caso dei diari i partecipanti alla ricerca vanno selezionati con cura, non solo sull’entusiasmo, ma soprattutto sulla capacità di portare a termine il lavoro. In genere si lavora su gruppi di massimo 10 partecipanti a sessione, su lassi di tempo che possono andare da 2 settimane a massimo 2 mesi. Andare oltre le 8 settimane potrebbe rendere più difficile il recruiting, perché le persone in generale temono impegni troppo lunghi.

La riconsegna del kit può avvenire scadenzata: ai partecipanti viene fornita insieme al pacco/busta una mini guida che, oltre a ribadire la spiegazione all’utilizzo del materiale  introdotta a voce alla consegna, definisce orientativamente la consegna di ogni singolo pezzo. Le persone hanno bisogno di essere guidate altrimenti la novità dello strumento e l’eccessiva autonomia rischierebbero di inibire il loro lavoro.

La riconsegna del kit avviene scadenzata.

Dunque è importante accompagnare i partecipanti senza vincoli e regole troppo strette, dargli sempre la disponibilità del contatto (telefono, skype, email, SMS) e stabilire appuntamenti di confronto (telefono o Skype) per conoscere come procede, se ci sono dubbi, problemi o solamente per affermare la presenza di una persona reale (punto di riferimento importante).

Facilitazione e risultati

Come per i diari, la capacità di facilitazione ha un ruolo chiave, è importantissimo che lo UX designer che sceglie questa tecnica di indagine possegga un’ottima propensione empatica. Le cultural probes, come anche altri metodi che indagano sul più ampio universo esperenziale delle persone, sono fortemente influenzati dal rapporto che si istaura tra ricercatore e partecipante. Quanto più questo è chiaro, definitivo e empatico tanto maggiore è la possibilità di riuscita della ricerca.

E’necessario mettere in conto l’imprevedibilità del risultato.

Per quanto possano essere programmate le probes restano un metodo creativo e metaforico perché basato sulla rappresentazione personale del reale. Di conseguenza è necessario mettere in conto l’imprevedibilità del risultato, in positivo come in negativo. Poniamo il caso della stessa indagine condotta tramite questionario chiuso e tramite cultural probes, nel primo caso avremo certezza dell’obiettivo iniziale e del risultato che potrà variare tra n possibilità. Nel caso delle cultural dobbiamo mettere in conto che i risultati possono essere inaspettati e che le sfumature dei dati possano essere più complesse da sintetizzare in risultati scientificamente certi.

Le cultural probes possono essere applicate in qualsiasi progetto: dalle intranet agli e-commerce.

Dove

Di contro le cultural probes, come anche i diari, sono in grado di fornire quadri molto più vividi rispetto all’esperienza utente su un prodotto, che non si fermano al dato superficiale, ma la collocano in scenari completi e profondi. Sta poi alle capacità di ogni user experience designer restituirli come dati di sintesi e come descrizione da destinare agli stakeholder.

Le cultural probes possono essere applicate a qualsiasi ambiente, al di là di quello più stretto del sociale, possono aiutare a fornire fotografie delle esperienze utente a 360° di qualsiasi prodotto: dalle intranet, ai servizi della pubblica amministrazione, dall’ecommerce ai portali informativi in ogni settore.

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Per approfondire

Inside Your Users’ Minds: The Cultural Probe Ruth Stalker-Firth (2007)http://www.alistapart.com/articles/culturalprobe/

Cultural Probes – Qualitative Contextual Design Research (2011)
http://www.youtube.com/watch?v=EJqpUG4pJIE

Cultural probes / Information & Design
http://infodesign.com.au/usabilityresources/culturalprobes/

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Experience design in pratica 

Progettare con personas e scenari

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