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MOOC: esperienze per ripensare la didattica

Progettare un MOOC

È qualche mese che sto sperimentando la progettazione e la realizzazione di un MOOC con l’Università Federico II e Federica Web Learning.

Non avevo mai provato questa forma di didattica e, sebbene ancora in corso, posso dire che sto sperimentando un’esperienza molto interessante che mi sta facendo interrogare su nuovi temi.

Per chi non lo sapesse MOOC sta Massive Open Online Course, corsi online pensati per una formazione aperta e massiva a cui le persone possono accedere con gli orari che preferiscono per un tempo, in genere, prestabilito. Offerti gratuitamente dalle maggiori università del mondo con l’intento diffondere conoscenza e cultura, i MOOC oggi sono creati da molte realtà anche con obiettivi di business. Le organizzazioni li acquistano per metterli a disposizione dei propri dipendenti che possono formarsi in maniera autonoma con orari e tempi a propria scelta.

Coursera offre un'ampia scelta di MOOC
Coursera offre un’ampia scelta di MOOC molti dei quali gratuiti

Chiunque di noi, negli ultimi due anni, ha seguito almeno un corso online dal vivo o pre-registrato perché la pandemia ha incentivato questa offerta didattica e dunque ti invito pensare all’esperienza che avete vissuto.

Personalmente avevo seguito dei MOOC su Coursera e Ideo che mi sono stati d’aiuto sul cosa e come offrire nel mio progetto. Inizialmente, in maniera un po’ ingenua, ero convinta che un MOOC si esaurisse in un indice e una serie di video in sequenza che accompagnassero le persone a imparare passo passo, mi sbagliavo. Progettare un MOOC è, in realtà, un’esperienza complessa che fonde archittettura dell’informazione, experience design all’insegna di una learning experience multiformato e multicanale. In altre parole tutt’altro che uno scherzo, se fatto bene.
Ecco, allora, alcune considerazioni in corso (devo ancora finire il lavoro! :)

I MOOC sono spazi aperti, è una cena a cui si invitano sconosciuti: non sai esattamente per chi stai progettando, durante nessuno ti dirà se stai procedendo bene o se devi correggere il tiro. Dunque la prima riflessione è sulla indispensabile adattabilità del design che parte un po’ alla cieca (chi sono? quanto conoscono i temi? Tanto, poco, medio…), è possibile specificare il livello di destinazione dei partecipanti, ma poi bisogna tenere conto della molteplicità.

I MOOC non sono solo esperienze sequenziali, logico-lineari: non sono solo lezioni dipendenti le une dalle altre in una sequenza cronologica. Le persone si muovono diversamente dalla didattica tradizionale dove sono guidate dal docente da A a B. Le persone saltano, esplorano, approfondiscono se interessate perché i MOOC sono percorsi in totale autonomia e libertà.

Progettare i MOOC significa creare un perimetro: partenza e punto di arrivo, definire gli argomenti da affrontare (ordine logico), assegnare ad ogni argomento una o più viste che permette di collegarlo con altri argomenti attraverso un approccio analitico sintetico (ahh le faccette di Ranganathan che tornano sempre!).
Tali connessioni tra gli argomenti sviluppano nuovi approfondimenti che le persone sono libere di esplorare.

Una volta stabiliti i legami tra gli argomenti è necessario identificare il formato più adatto all’esperienza da offrire, ovvero decidere come veicolare ogni tema, attraverso differenti componenti.

I MOOC utilizzano formati diversi per veicolare argomenti e componenti:

  • digitale. Attraverso il collegamento alla piattaforma, i video e la possibilità di scaricare i materiali.
  • mobile. per gli stessi obiettivi ma indirizzati a target diversi
  • cartacei. perché esercizi, template, workbook possono essere stampati e compilati fisicamente.
  • umani. Il docente può incontrare le persone, come possono essere organizzati dei momenti di discussione auto getta dagli studenti.
  • misti. Nel confronto peer to peer tra i discenti potrei offrire documenti fisici digitalizzati e condivisi in digitale.

Tutto questo può suonare un po’ criptico, andiamo allora nel concreto.

I singoli elementi che compongono un MOOC, io li chiamo i learning object (Learning object è anche un termine tecnico per indicare nelle piattaforme di elearning oggetti replicabili differenziandoli da quelli specifici che non lo sono).

Sono gli oggetti digitali, fisici, testuali, grafici, umani che creano la teaching & learning experience del MOOC tramite lo sviluppo di connessioni tra gli oggetti stessi. Quando questo passaggio di architettura dell’informazione latita assistiamo a MOOC fasulli, vecchi modelli di didattica traslati in digitale, i MOOC sono altro.

Un MOOC è un ecosistema di elementi in equilibrio tra di loro che
restituiscono una learning experience

Quali sono i Learning object da orchestrare in un MOOC?
Io ho rilevato i seguenti, ma sono pronta a integrare qualora ne avessi dimenticati. 

In un MOOC possiamo avere:

  • Indice/storyboard
  • Video
  • Testi 
  • Esempi personalizzati
  • Test
  • Rappresentazione visiva
  • Esercizi
  • Template e workbook
  • Ispirazioni /sollecitazioni
  • Storie
  • Training
  • Testimonial
  • Approfondimenti
  • Testi e dispense scaricabili
  • Riferimenti
  • Auto valutazione
  • Valutazione peer to peer
  • Valutazioni esperte
  • Momenti di interazione live
  • Spazi di discussione (chat/forum)

Ho dimenticato qualcosa? Può darsi, fatemelo sapere 🙂

Questi Learning object vanno connessi gli uni con gli altri attraverso i principi di architettura dell’informazione  con l’obiettivo di fornire un’esperienza fluida e di senso, da diventare sensemaking.

Il mio corso si sta svolgendo attraverso 6 lezioni che introducono al processo del design thinking applicato ai servizi pubblici, ogni lezione si compone di 3 video, ogni video ha 5 capitoli (unità), ogni capitolo ha dai 5 ai 9 testi (Paragrafi) di approfondimento. Totale pagine di contenuto circa 200.

Come prima cosa ho sviluppato una sequenza lineare (orizzontale) con approfondimenti contestuali (verticali). Ogni unità si compone da differenti argomenti (item).

componenti del MOOC in progettazione

Ogni item diventa un oggetto di connessione potenziale con altri momenti: diventa il connettore con altri oggetti a secondo dell’esperienza che vogliamo attivare: riflessioni, test, immagini, suggerimenti, call to action che sollecitino e incoraggino ad esplorare e andare avanti.

Anche nei testi ci sono elementi di interazione con i quali i partecipanti possono approfondire, ispirarsi o misurarsi sul momento. La narrazione che avviene in un dato momento (video, testi, storie, testimonianze, etc.) rappresenta l’apertura di nuove possibili percorsi che riportino poi il partecipante sulla strada principale. Le deviazioni controllate fanno parte della natura esperienziale indipendente e autonoma dei MOOC.

Ogni singola lezione rappresenta una milestone che segna un passaggio, la sequenza lineare lega uno step all’altro ed è fondamentale ribadire i legami con i contenuti pregressi e quelli successivi.

Gli esercizi vanno progettati e proposti attraverso una logica differente. A secondo del momento e degli obiettivi di apprendimento gli esercizi più veloci possono essere offerti durante l’esperienza didattica in video, altri nei testi di approfondimento altri ancora, più consistenti, al termine di ogni lezione.

Personalmente ho optato per collegare tutti gli esercizi in un unico luogo offrendo un workbook. Attraverso un eserciziario guidato ho voluto fornire un’esperienza fluida ai partecipanti in modo che possano in ogni momento: 

  • vedere i propri progressi nel progetto assegnato
  • sentirsi stimolato/a e incoraggiato/a a procedere
  • utilizzare il workbook in maniera libera: digitale o cartaceo
  • riutilizzare il workbook per i propri progetti futuri.

Non ho potuto utilizzare altri strumenti utilissimi come le valutazioni esperte, i peer to peer o i momenti di incontro reale/virtuale. Magari nel prossimo futuro.

Ci sto ancora lavorando sodo, ma per ora bilancio positivissimo. Girare i video è stato infernale :), per chi è abituato all’aula e a improvvisare è tutta un’altra storia. Niente NOI, ma solo i TU a persona invisibile, bisogna davvero un po’ de-programmarsi.

Meno male che sono stata supportata da un team giovane, super professionale e simpaticissimo che non mi ha dato tregua, ma a cui sono infinitamente grata 🙂

Il super team di Federica Web Learning con “signora in verde” 🙄

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