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Poligerarchie, mondi perfetti e il fascino dell’ambiguità

22 Luglio 2019
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Sense-making

Sense-making, il nuovo libro di Luca Rosati, è un testo magico e sorprendente capace di trasformare la complessità nel senso della vita quotidiana di ognuno di noi.

È capitato davvero poche volte che, nella mia vita professionale, mi sia impegnata a scrivere spontaneamente la recensione di un libro. Uno perché lo ho fatto da studente universitario per la rivista del mio professore sviluppando una lieve allergia a riguardo, due perché un libro o mi piace o non mi piace, ma finisce lì.

Sense -making fa un po’ storia a sé. Il libro di Luca Rosati rappresenta per me la chiusura di un cerchio professionale complesso, ricco e più di evoluzioni come solo le grandi passioni sanno essere.

Luca è un caro amico, un mentore, al quale devo gran parte del mio percorso professionale. La riconoscenza nei confronti di chi ti ha permesso di essere quello che sei è un valore fondante, che non dovremmo mai perdere. Con Luca c’è sempre stato un dialogo negli anni fatto di riflessioni e confronto su aspetti pratici della professione dell’architetto dell’informazione, ma anche su visioni più profonde che ci hanno spesso condotto ad interrogarci sul futuro di chi fa questo mestiere.

Sense-making raccoglie questa interpretazione profonda nel ruolo del designer oggi. Il designer, che sia  architetto delle informazioni,  UX designer, experience-human-service designer ha l’obiettivo, e l’obbligo, di offrire un ordine di senso per le persone per le quali progetta. Il significato, che costruisce ogni volta, rappresenta un modo di vedere la realtà e di offrirla alle persone.

Le corsie, gli scaffali, le cassettiere riflettono l’idea di un mondo perfettamente organizzato. Eppure molti negozi e quasi tutti i supermercati non adottano tassonomie pure: spesso duplicano i prodotti, offrendoci esempi di poligerarchie. Le poligerarchie abbandonano la visione di un mondo perfetto in cui gli oggetti possiedono una collocazione univoca ammettendo invece una certa ambiguità.

Sense-making è su Amazon

L’ordine presuppone un apparente disordine, ma soprattutto presuppone che il singolo oggetto venga osservato con occhi nuovi: quelli delle persone per le quali si sta progettando. Ogni oggetto: dall’abito, al film, dal viaggio al vino possiede tante viste, l’ordine chiede tempo. Il tempo è quello necessario per osservare gli oggetti, stabilirne la composizione e immaginare come ogni suo singolo componente possa andare a comporre nuovi insiemi  e nuovi significati.

La sposa in bianco, il maschio forte
I ministri puliti, i buffoni di corte
Ladri di polli
Super pensioni
Ladri di stato e stupratori
Auto blu
Sangue blu
Cieli blu
Amore blu
Rock and blues
(Rino Gaetano – Nuntereggaepiù)

Luca ci conduce per mano attraverso foreste caotiche e complesse che devono trasformarsi in giardini ordinati. Passo dopo passo vediamo come è possibile organizzare le informazioni partendo dalla loro essenza e dai modi in cui le persone le vivono. Un sito, una app, le indicazioni di luoghi fisici si trasformano in sistemi dal valore inestimabile dove le persone si orientano e si sentono al sicuro. Ma la costruzione di senso non si ferma al recupero di ciò che conta, ma prosegue indicando nuove strade e nuove possibili sollecitazioni.

Tutto questo non si improvvisa (di brutti siti dove non troviamo niente ne abbiamo fin troppi!) e Luca lo spiega in maniera leggera, ironica e convincente come osservare, scomporre, riaggregare e definire le cose affinché possano creare parlarci attraverso le loro proprietà.

In un cartone degli anni 70 una squadra di pecore schierate a mo’ di battaglione avanzava su un campo rasandolo con la precisione di un tosaerba. Nella realtà le cose funzionano diversamente: gli animali si muovono in modo assai meno ordinato e predicibile nella ricerca del cibo.

Sembra un testo complesso e cervellotico? Non è così, è un libro sul quotidiano, sulla vita di tutti noi che acquistiamo da Amazon, guardiamo Netflix o ordiniamo su Deliveroo. Luca cita Ranganathan e ci racconta come l’ordine sia qualcosa di umano e soggettivo, di bello e poco incline a dogmi definitivi, dinamico e sempre in evoluzione. In altre parole l’ordine che ci racconta Luca è il senso stessa della vita di ognuno, che si adegua alla complessità dell’essere umano costruendo, ogni volta, magie di senso che possono essere per sempre o per la poesia di un momento. Tra Bruegel, Eco, Barthes, Borges e Rino Gaetano, Luca ci sostiene nell’ascesa della vertigine della lista, senza paura e con un pizzico di incoscienza perché solo allora si carpisce tutto il fascino della classificazione, che non annoia mai, perché, come ci ricorda Rino, il cielo è sempre più blu.

Allora grazie Luca, per fornire il senso a tutto questo.

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