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Progettare per aggiustare: il valore di riparare qualsiasi cosa

15 Agosto 2020
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Photo by Annie Spratt for Unplash

Nelle girovaganti letture estive mi sono imbattuta in un progetto apparentemente nostalgico, ma più che mai attuale: Platform21.

Platform21 è stato prima di tutto un  incubatore di idee, un laboratorio come si definiscono loro, nato nel 2006 ad Amsterdam.

Fin qui nulla di nuovo se non nel fatto il motore di ogni idea era fondata sulla riparazione di oggetti, di idee, di visioni.

Tutto è iniziato con la considerazione che la riparazione è spesso sottovalutata come forza creativa, culturale ed economica.  La riparazione nelle nostre società è un concetto obsoleto: tutto si acquista, si consuma, si getta. Aggiustare le cose oggi non è contemplato perché poco conveniente.
Eppure tutti parlano di sostenibilità, di riciclo, di produzioni eco.

Platform21 = Repairing è partito da questa considerazione per sensibilizzare una mentalità dell’aggiustare, una cultura e una pratica che fino a ieri erano parte del ciclo di vita di qualsiasi oggetto.

Proprio con l’obiettivo di stimolare una rivalutazione della riparazione, Platform21 ha scritto e pubblicato un manifesto che descrive il valore dell’aggiustare le cose invitando designer e consumatori a spezzare la catena dei comportamenti usa e getta.

In realtà, ci dice il Repair Manifesto, come consumatori siamo talmente immersi in questo modello che non riusciamo neanche più a vedere i vantaggi globali dell’allungamento della vita degli oggetti, ma anche dei servizi e degli strumenti.

La qualità più importante della riparazione non consiste solo nell’allungare la vita dei prodotti, quanto nella capacità di inglobare la storia passata in quell’oggetto, di aggiungere profondità e personalità e di insegnare a tutti a prendersi cura delle cose. Questo innesca nelle persone un senso di responsabilità, realizzazione e controllo che cambia il modello mentale.


Quello che Platform21 ha pensato principalmente per gli oggetti fisici può avere un suo corrispettivo nel mondo digitale. Riprogettare ex novo ogni volta significa la perdita sistematica della storia di quel prodotto digitale. A volte non serve creare nuovi siti, app, widget, sistemi e piattaforme. A volte basta aggiustare e mantenere l’essenza profonda del prodotto iniziale. Questo, che per il designer, è una sfida molto più complessa fa di quel brand e dei suoi strumenti una realtà con la sua storia, a volte più faticosa, a volte meno sfarzosa e brillante, ma sicuramente più vera.
Su questo dovremmo riflettere tutti.

Il Repair Manifesto di Platform21

  1. Fai vivere più a lungo il tuo prodotto.

Riparare significa cogliere l’occasione per dare una seconda vita al tuo prodotto. Non abbandonarlo, cucilo. Non buttarlo, aggiustalo! Riparare non è anti-consumo. È anti-buttare via le cose inutilmente.

2. Le cose dovrebbero essere progettate in modo da poter essere riparate.

Designer di prodotti: rendi i tuoi prodotti riparabili. Condividi informazioni chiare e comprensibili sul modo in cui le cose possono essere riparate.
Consumatore: acquista cose che sai di poter riparare, oppure scopri perché non esistono.
Allora sii critico e curioso.

[aggiungo io] 
Designer di servizi: valuta ogni volta attentamente cosa esiste è può essere sfruttato, migliorato e reso più efficiente prima di riprogettare tutto da capo.

3. La riparazione non è una sostituzione.

La sostituzione sta buttando via il pezzo rotto. Questo NON è il tipo di riparazione di cui stiamo parlando.

[aggiungo io]
Un form, una interazione difficile può essere testata con le persone perchè a volte basta aggiustare un termine sbagliato.

4. Ciò che non uccide rende più forti.

Ogni volta che ripariamo qualcosa, aggiungiamo qualcosa al suo potenziale, alla sua storia, alla sua anima e alla sua intrinseca bellezza.

[aggiungo io]
Spesso i nostri committenti sono innamorati dei prodotti digitali pregressi, quando riusciamo a valorizzarli senza fare tabula rasa aumentiamo la loro fiducia nei nostri confronti in quello che stiamo facendo

5. Riparare è una sfida creativa.

Fare riparazioni fa bene all’immaginazione. L’uso di nuove tecniche, strumenti e materiali introduce possibilità piuttosto che vicoli ciechi.

[aggiungo io]
A volte nella progettazione digitale non è possibile intervenire sui contenuti ecco come rendere la loro fruizione facile può diventare una sfida creativa. 

6. La riparazione sopravvive alla moda.

La riparazione non riguarda lo stile o le tendenze. Non ci sono date di scadenza per gli articoli riparabili.

7. Riparare è scoprire.

Mentre aggiusti gli oggetti, imparerai cose incredibili su come funzionano effettivamente. Oppure non lavorare.

[aggiungo io]
Quante volte avete studiato e imparato cose nuove da un sito che stavate riprogettando?

8. Riparazione – anche in tempi buoni!

Se pensi che questo manifesto abbia a che fare con la recessione, lascia perdere. Non si tratta di soldi, si tratta di una mentalità.

9. Le cose riparate sono uniche.

Anche i falsi diventano originali quando vengono riparati.

[aggiungo io]
Anzi ne potenziano l’essenza originaria: stravolgere è più facile che salvare le cose che possono ancora funzionare.

10. Riparare è indipendenza.

Non essere schiavo della tecnologia, sii il suo padrone. Se è rotto, aggiustalo e miglioralo. E se sei un maestro, dai potere agli altri.

[aggiungo io]
Se riparate prodotti digitali sarete sempre più autonomi e poderosi, nessuno potrà dirvi più a priori “non si può fare”

11. Puoi riparare qualsiasi cosa, anche un sacchetto di plastica.

Ma consigliamo di procurarsi una borsa che duri più a lungo e di ripararla se necessario.
Smetti di riciclare. Inizia a riparare.

Platform21 ha concluso la sua esperienza nel 2018, ma il sito della loro esperienza è online. Hanno prodotto una pubblicazione che racconta le tante cose aggiustate in maniera creativa e intelligente nel tempo. Tutto potrà essere d’ispirazione per coloro che avranno voglia di prendere il testimone.

Riferimenti

La versione originale del Manifesto la potete scaricare qui.

Il sito di Platform21 lo raggiungete da qui.

Molte di queste riflessioni sono affrontate nel libro:

Il valore dell’imperfezione: l’approccio wabi sabi al design
di Francesca Ostuzzo, Giuseppe Salvia, Valentina Rognoli, Marinella Levi

Infine, per sorridere, c’è Fabiosa che suggerisce come riparare tutto, davvero qualsiasi cosa quotidiana in maniera divertente e creativa.

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