Le user stories

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Design Thinking / Experience design / Service Design / Strumenti e tecniche
User stories

Che siate tecnici e UX designer non potete fare a meno oggi di misurarvi con le user stories. Elaborarle correttamente non è affatto facile, sbagliarle rallentando il progetto è capitato a tutti. Ecco allora alcune riflessioni che ci possono aiutare ad imboccare, da subito, la strada giusta.

Cosa sono le user stories
Le user stories sono documenti di sintesi che descrivono l’interazione di un utente  con una specifica funzionalità del prodotto digitale. Molto utilizzate nella metodologia Agile le storie sono una versione semplificata, focalizzata e mirata degli scenari.

Gli scenari sono la descrizione più ampia dell’ambito di utilizzo, le user stories sono la declinazione più pratico-specifico di un passaggio o un’interazione dell’utente.
Brevi, concise, concrete le storie non sono strumenti semplici, né da sottovalutare.

A cosa servono
Le user stories servono a tenere i piedi a terra in ogni fase della progettazione, servono ad analizzare come le persone utilizzano una funzionalità, come progettare al meglio la risposta di un sistema e come prevedere errori. In estrema sintesi le storie servono a risparmiare tempo e denaro nel processo di progettazione.

Vediamo in pratica come rendere più concrete ed efficaci le nostre user stories.

Come costruirle

#1. Partiamo sempre dagli utenti
Come suggerisce il nome, le user stories descrivono come un cliente o un utente utilizza il prodotto. Le storie quindi  sono quelle dal punto di vista dell’utente, perché solo così diventano utili per catturare funzionalità specifiche o step di un processo.

#2. Utilizziamo le personas per scoprire le storie giuste
Un ottimo modo per rendere concrete le vostre intuizioni riguardo gli utenti è quello di utilizzare le personas. In realtà user stories e personas si passano spesso la palla: se pre-creaiamo le user stories utilizziamo le personas come protagonisti, se creiamo prima le personas le utilizziamo per scoprire le storie. Immedesimandoci nella personas e interrogandoci sulle scelte e le modalità attraverso le quali raggiungono gli obiettivi possiamo aggiungere alla nostra storia d’uso azioni, scenari, motivazioni, frustrazioni o elementi memorabili (sweet point).

#3. Scriviamo le storie a più mani
Una storia utente non è una trama originale, ma uno strumento di comunicazione e di collaborazione. Le storie non vanno consegnate, ma prodotte insieme e condivise con il team.Dovrebbero piuttosto essere parti di una conversazione: il committente e il team devono essere sempre coinvolti nelle storie che elaboriamo.
La creatività e il coinvolgimento sono una malga potentissima, le user stories hanno infatti una funzione che va ben aldilà della descrizione del comportamento degli utenti finali.

#4. Manteniamo le storie semplici e concise
Scriviamo storie facili da capire tenendole semplici e concise. Evitiamo termini confusi e ambigui, utilizziamo il linguaggio naturale e il discorso diretto. Concentriamoci su ciò che è importante e cancelliamo le informazioni non essenziali. Partiamo da modelli base che rispondono a tre semplici domande: chi? cosa? perché? Il resto si può sempre aggiungere con moderazione.

#5. Partiamo sempre dal generale
Le storie utente sono un mix di generale e particolare. Quando progettiamo la sequenza degli avvenimenti e delle azioni dobbiamo essere in grado di comprendere più situazioni senza rischiare la genericità.
Mantenere la storia ampia, ma non troppo, permette di integrarla con situazioni nuove, funzionalità aggiuntive o elementi evidenziati in corsa.

#6. Scomponiamo e dettagliamo
Le storie che abbracciano più argomenti possono essere scomposte in storie più piccole e dettagliate fino a quando copriamo tutti i casi d’uso che necessita il progetto.
Le storie possono essere organizzate in pacchetti dove vi è una storia-madre più ampia e generale e alcune storie-figlie dove si declinano le situazioni.

#7. Scegliamo i criteri di accettazione
Quando scomponiamo le storie dal grande al piccolo cresce il rischio di deragliamento. é importante stabilire a priori da tre a cinque criteri di accettazione che misurino ogni volta il grado di aderenza della storia con la realtà in analisi. I criteri di accettazione arricchiscono le storie, ne confermano la funzionalità e l’efficacia, le rendono precise e verificabili e alla consegna condivisibili con tutti.

#8. Utilizziamo carta e pennarelli
Le storie devono essere elaborate in condivisione. Possiamo produrre dei dati e delle bozze di storie che il team è chiamato a completare e discutere. In questa ipotesi lavorare su schede cartacee con pennarelli colorati aiuta sicuramente la collaborazione e la creatività.
Si può lavorare a gruppi o in maniera individuale, ma l’importante è discutere le schede, raggrupparle, organizzarle e arrivare ad un prodotto comune.
Al termine delle sessioni non dimenticate di fotografare le schede e i poster per poi elaborarli in forma digitale.

#9. Manteniamo le storie visibili e accessibili
Le user stories sono strumenti di informazione e di comunicazione. Le storie prodotte vanno diffuse, pubblicizzate e condivise perché servono a creare coinvolgimento e consenso sul progetto dentro e fuori il team. Allora potreste vederle anche appese lungo i corridoi della vostra azienda…

#10. Rinnoviamo le storie
Le user stories non sono per sempre, ma possono essere la base di un romanzo più ampio. Aiutano a ricostruire nel tempo la storia di un prodotto e della relazione con i clienti. Possiamo utilizzarle come base per rinnovare e costruirne di nuove lungo gli anni.
Dunque facciamo tesoro delle user stories per capire i processi e gli sviluppi che seguiamo ed elaboriamo nel corso dei progetti.

#11. Sfruttiamo le storie
Utilizziamo sempre le storie come base per altri documenti di analisi e sintesi come le journey map, l’analisi dei task, testing e altri deliverables.
Le storie servono per provare, analizzare, costruire, smontare, sezionare, immedesimarsi, ma non dimentichiamo mai che le storie sono prima di tutto uno strumento per fare pensare chi ascolta e a volte anche per sorprenderlo.

 

Volete approfondire?

Progettare la UX con personas e scenari – workshop della UX University

 

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