Quelle condizioni che nutrono il cambiamento nelle organizzazioni

Come designer, come formatori, come facilitatori e professionisti viviamo in affanno: nuovi strumenti, nuovi modelli, nuove metodologie promettono di aiutarci a governare la complessità. Eppure, lavorando ogni giorno con organizzazioni, comunità e gruppi di persone, vorrei provare a spostare l’inquadratura sulle condizioni che rendono possibile il cambiamento.

Per anni ci siamo raccontati che la trasformazione era il risultato di una buona idea, di un leader illuminato o di una metodologia efficace. Ma l’esperienza mostra qualcosa di diverso: le idee migliori possono fiorire, ma possono anche rimanere sterili. Le metodologie più sofisticate possono fallire. Persone straordinarie possono non riuscire a generare alcun impatto. Perché il cambiamento non nasce mai da un elemento isolato, nasce da un ecosistema.

Per questo ho iniziato a ragionare sul concetto di ecologia, un’ecologia delle possibilità e del possibile. La parola ecologia non è una metafora, è una termine molto fisico, parla di relazioni, di interdipendenze, di condizioni. In un ecosistema nessun elemento produce da solo la vita: è la qualità delle connessioni e dei connettori a renderlo vivo.

Questa prospettiva richiama il pensiero sistemico di Fritjof Capra, che ricorda come la vita non sia fatta di oggetti separati, ma di reti di relazioni. Se portiamo questa intuizione dentro le organizzazioni, le comunità e i gruppi di lavoro, allora anche il cambiamento (ma qualsiasi oggetto del design)  smette di essere qualcosa da progettare come una macchina. Diventa qualcosa da capire, nutrire, far crescere. Dunque il nostro compito da designer, facilitatori, formatori non è quello di costruire il cambiamento, ma di prenderci cura delle condizioni che permettono al cambiamento di emergere.

Questa è anche l’idea che attraversa tutte le conversazioni di Funambolica. Le persone che incontro hanno storie, professioni e strumenti molto diversi. I loro racconti hanno sempre  un filo rosso che le attraversa le condizioni che favoriscono la nascita di qualcosa di nuovo. Strumenti e tecniche vengono dopo.

Mappare l’ecologia del possibile

Mappare la complessità non è semplice, ma questi sono gli elementi che tornano nelle parole di chi lavora attivamente sul cambiamento.

Quali sono le condizioni che abilitano un cambiamento reale e consistente nelle organizzazioni?

Ci sono elementi che vanno considerati quando si lavora a portare le persone da un punto A a un punto B. è indispensabile valutare a priori e durante quale di queste sussistono, quai mancano e quali sarebbe necessario coltivare. Alcune possono essere desunte da un buon assessment iniziale: interviste ai manager e alle leadership permettono di costruire un quadro, ma poi è durante il lavoro partecipativo che saremo realmente in grado di definire le condizioni esistenti.

L’elenco che segue è una sorta di checklist sulla quale lavorare nel processo trasformativo. Quante più voci vengono annotate positivamente tanto maggiore sarà la possibilità di costruire una trasformazione reale. Vediamole.

Quali condizioni sono in grado di nutrire il cambiamento?

Le condizioni della relazione

Nessuna trasformazione è individuale, niente, per quando positivo, nasce e cresce da un unico individuo.

Le condizioni del pensiero

Il cambiamento va costruito lentamente, anticipato dall’immaginazione e dall’aspettativa. Il prima prepara al durante trasformativo e al dopo.

Le condizioni della presenza

Il corpo, le emozioni sono sempre state relegate in secondo piano nei processi organizzativi. Oggi stanno lentamente ritrovando il loro spazio, si decide attraverso le emozioni, si parla attraverso il corpo, si pensa e ci si relazione come individui completi in ogni scenario della vita.

Le condizioni dell’ambiente

Il contesto e la cultura all’interno delle quali agiscono gli individui risentono dei fattori di spazio e tempo. Le persone hanno bisogno vitale di spazi adeguati e di tempo per pensare ed agire. Quando lo fanno insieme sospendendo il tempo produttivo per coltivare relazioni e pensiero profondo diventa rituale. Definire quali riti sussistono in una organizzazione permette di capire molti funzionamenti della stessa.

Le condizioni di disinnesco

Le considero indispensabili per costruire un cambiamento significativo. Sperimentare, alleggerire, sorridere permettono di costruire senza paura. Un apprendimento sano all’interno delle organizzazioni dipende da questi elementi spesso ignorati.

Nessuna di queste condizioni, presa singolarmente, genera il cambiamento, ma insieme costituiscono il terreno fertile in cui il possibile può prendere forma. Non sono competenze, non sono strumenti, non sono una metodologia. Sono le condizioni che permettono alle persone di vedere ciò che, da sole, non riuscirebbero a vedere, di costruire fiducia, di immaginare alternative, di affrontare il conflitto senza distruggere le relazioni. E di trovare il coraggio per il cambiamento.

In altre parole, sono una vera e propria ecologia del possibile e che vorrei approfondire nei prossimi mesi. Come l’ironia attiva il cambiamento? Quale ruolo hanno i rituali nel cambiamento organizzativo? Che spazio occupano le storie o la vulnerabilità in un processo trasformativo?

Non saranno approfondimenti sulle tecniche della facilitazione, né manuali sul cambiamento organizzativo. Ogni articolo esplorerà uno o più di questi elementi, cercando di comprenderne il ruolo attraverso le conversazioni di Funambolica, le esperienze progettuali che vivo ogni giorno e i contributi di autori che hanno alimentato il mio modo di guardare il mondo.

Allora, mi dispiace, nessuna nessuna ricetta o formula magica, ma tante domande, perché credo che il cambiamento non si ottenga attraverso procedure ed equazioni, ma imparando a riconoscere e coltivare le condizioni che lo rendono possibile.

Questa che vedrai non è una lista definitiva, è una mappa aperta. Una mappa che, spero,  continuerà ad arricchirsi nel tempo, grazie alle storie, alle persone e alle esperienze che attraverseranno Funambolica.

Se vuoi è a tua disposizione e potremo esplorarla insieme. Un articolo alla volta, una riflessione dopo l’altra, per costruirne insieme il valore collettivo.

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Per approfondire

Puoi continuare qui:

Piccolo manifesto del cambiamento: Funambolica si rinnova

Quando le persone trovano spazio, le organizzazioni respirano

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